내가 만든 감자 요리_IL MIO PIATTO

2018. 4. 26. 17:31카테고리 없음



 


 IL MIO PIATTO
-내가 만든 감자 요리-





피렌체의 샬레폰따나 리스또란떼에서 근무하며
이딸리아 요리를 처음 배울 때
너무도 신기했던 감자요리를 지인들과 함께 나누어 먹었다.
감자맛은 물론 비쥬얼까지 기막힌다.
만드는 법은 너무도 간단하다. 

Quando ho imparato cucina italiana che lavorato al ristorante di Chalet Fontana a Firenze. saporito tanto e meraviglioso piatti dei patate anche sorprendentemente che mangiamo il mio amici. lo piatti sono eccessivamente anche semplicità, essere in questo modo.

Ingredienti per 4 persone

350~400 gr di Patata

q. b. di yogurt 

q. b. di peperoncino

q. b. di limone un mezzo

q. b. di Timo

q. b. di sale

q. b. di olio extravergine d’oliva





재료 4인분

감자 350그램~400그램

요구르트 적당량

레몬 반쪽

타임 적당량

청양고추 적당량

소금 적당량

엑스트라버진 올리브유 적당량


Procedimento

Prima di fare maturare patata in péntola si usa pelapatate pelare bene. poi patate lesse passa verdura opure palpare bene. si usa peperoncino e timo ha tritre o togliere bene. mettete dentro bacino accomodamento peperoncino,Timo,sale e olio extravergine d’oliva mescolare bene che regolamente della quantità olio extravergine d’oliva essere abbasatanza duro che essere mescolato bene poi si mette sul piatti con salsa di yogurt. Si uso il mio piatto decorazione sono la flora di Lavandula. Questo piatto è ottimo da gustare sia caldo che freddo in vista della stagione estiva.



만드는 법

먼저 감자 껍질을 벗기고 잘 삶는다. 삶은 감자는 적당한 크기의 볼에 채를 받쳐 내린다. 청양고추와 타임은 잘게 다지거나 한 잎씩 뜯어 사용한다.준비된 올리브유,타임,청양고추,소금 적당량을 넣고 주걱으로 잘 버무린다. 올리브유 량을 잘 조절하여 되직하게 만든다. 재료가 잘 섞어지면 적당한 크기로 나누어 접시에 담고, 요구르트 혹은 요플레에 레몬즙 적당량을 넣고 소스를 만들어 올린다. 사진은 라벤더 꽃으로 앙증맞게 장식했다.


맛있게 만드는 팁

식감에 따라 준비된 재료를 적당량으로 사용하되 소금과 올리브유의 비율을 잘 맞추고 매콤한 맛이 싫으면 타임향으로 조절한다.




사진은 남미여행 중 칠레의 산티아고 베가 시장에서 만난 먹음직스러운 감자



La Storia della patata

Gli archeologi hanno appurato che già tredicimila anni fa nel Cile meridionale si mangiavano patate di una specie semiselvatica: Solanum maglia [2].

La presenza della patata coltivata nelle zone più elevate della regione delle Ande risale al II millennio a.C., dove la patata veniva essiccata e costituiva una risorsa di scorta.

La essiccazione naturale, preceduta da esposizione ai geli notturni e seguita da prolungati lavaggi e sbiancature, è un complesso procedimento che permetteva tra l'altro l'estrazione di sostanze tossiche, presenti in abbondanza nelle varietà che erano coltivate: tale procedimento è possibile solo con le varietà originarie (strettamente brevidiurne e che quindi maturano in tardo autunno), e nell'ambiente fortemente soleggiato e con valori di umidità atmosferica estremamente bassi, condizione peculiare e unica degli altopiani andini da 3200 a 4800 m di quota.

La probabile ibridazione con specie cilene, non legate al ciclo brevidiurno, (che quindi maturano nella prima estate) e inoltre a ciclo breve (da 40 a 80 giorni dalla semina, contro gli otto mesi della patata degli altopiani) permise di ottenere la patata a tutti nota, che si è diffusa in buona parte del mondo.

Contrariamente a quanto accaduto ad altre colture di larga diffusione provenienti dal Nuovo Mondo e in seguito diffuse, con tempi e modi diversi, per tutto il globo, (quali ad esempio il pomodoro o il mais), la patata raggiunse un certo successo solo in America del Nord e in Europa, per contro non fu accolta in Cina, Giappone, e in tutta l'area islamica.

Anche in Europa la diffusione della coltivazione fu lenta, influenzata da una diffidenza nei confronti di ciò che "cresce sottoterra" fino ad arrivare ad affermare che il consumo diffondesse la lebbra e ad asserire, nell'Encyclopédie del 1765, che si tratta di "cibo flatulento". Ci furono poi casi di intossicazione causati dall'esposizione prolungata dei tuberi alla luce (come è noto l'esposizione alla luce dei tuberi fa sviluppare la solanina, tossica), tali fatti enfatizzati nei racconti popolari ebbero un effetto dissuasivo al consumo: la decisione poi di costringere i galeotti o i soldati ad alimentarsi di patate, perché a disposizione a buon prezzo, non fu un buon viatico a considerare le patate un cibo di qualità.

Gli spagnoli la conobbero fin dai primi decenni (1539) del XVI secolo in Perù ma la pianta non risvegliò particolari interessi nella penisola iberica, maggiore interesse incontrò in Italia dove le patate vennero chiamate "tartuffoli".

Nel 1600 l'agronomo francese Olivier de Serres, nella sua opera Théâtre d'agriculture et Ménage des champs, ne descrive in maniera dettagliata la coltivazione e nell'opera Rariorum plantarum historia di Charles de l'Écluse del 1601 ne viene data una dettagliata descrizione botanica: a quest'ultimo, che fu per lungo tempo botanico di corte dell'imperatore Massimiliano II, si deve l'introduzione della patata (e di altre piante esotiche) in Austria.

La tradizione vuole che l'introduzione della patata in Inghilterra (1588) sia merito di Walter Raleigh, la coltivazione si diffuse però soprattutto nella vicina Irlanda.

Per contro l'Inghilterra ne diffuse soprattutto le pratiche di coltivazione all'estero: nel suo libro, La ricchezza delle nazioni, Adam Smith deplorava che i suoi compatrioti non apprezzassero un prodotto che aveva, apparentemente, dimostrato il suo valore nutrizionale nella vicina Irlanda.

La diffusione del tubero fu quindi poco uniforme: in Francia, ad esempio, coinvolse inizialmente poche aree del Delfinato e dell'Alsazia (1666) e in seguito della Lorena (1680) dove nel 1787 viene descritta come cibo principale degli abitanti della campagna.

Più incisiva fu la diffusione in aree come la Svezia, la Svizzera e soprattutto la Germania. L'agronomo francese Antoine Parmentier, rientrato in Francia nel 1771 in seguito a un periodo di prigionia trascorso in Prussia dopo la Guerra dei sette anni, prese parte a un concorso indetto dall'Accademia di Besançon sulla ricerca di possibili sostituti del pane[3], e redasse un articolo sul valore nutrizionale della patata. Sempre nel '700 anche l'economista Antonio Zanon condusse una battaglia per l'introduzione della patata nell'agricoltura della pianura friulana, mentre alla fine dello stesso secolo l'avvocato e agronomo cuneese Giovanni Vincenzo Virginio si adoperò per cercare di diffondere la patata in Piemonte pubblicando nel 1799 in Torino, presso la Stamperia Reale, il Trattato della coltivazione delle patate o sia pomi di terra volgarmente detti tartiffle, dato in luce dall'avvocato Vincenzo Virginio, Socio ordinario della Reale Società agraria di Torino e di altre Accademie, dedicato agli accurati Agricoltori del Piemonte e arrivando a distribuire gratuitamente patate al popolo a scopo promozionale.

<Da https://it.wikipedia.org/wiki/Solanum_tuberosum>

** 이딸리아로 떠나기 전 처음 작성해 보는 이딸리아 요리 콘텐츠(리체타)로 이딸리아 요리를 좋아하는 여러분들과 자주 공유하고 싶다.



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